"KAISERSCHMARREN" A cena con Mozart e il suo Kaiser

 Esperimento di teatrattoria storico-musicale: intrattenimento gastronomico rappresentativo per un’attrice, un attore, un attor cuoco e una vera servetta di scena  (2005)

 

Personaggi in ordine di apparizione:

 Giuseppe II d’Asburgo-Lorena sacro romano imperatore d’Austria attore

 Wolfgang Amadeus Mozart imperial-regio compositore da camera al servizio del predetto attrice

  Joseph Deiner,  detto “Primus” domestico al servizio del predetto attor cuoco

 Nanette servetta muta agli ordini del predetto comparsa

 L’azione si svolge nel penultimo appartamento viennese di Mozart, nel locale d’ingresso con angolo cucina a vista

 L’azione si finge  nella seconda metà dell’anno l789

 

Prima parte

  (Ad apertura di scena, il Kaiser si trova seduto accanto ad un tavolino su cui sono posati due preziosi cristalli di Boemia: una bottiglia contenente vino e un calice riempito a metà. Il personaggio indossa una alta uniforme militare con appuntate al petto numerose decorazioni, ma ha l’aria depressa di un uomo gravemente malato, conscio della propria prossima fine, nonché disilluso e sfinito da anni di vana dedizione alle proprie utopie politiche. Dietro di lui, in piedi, intento ad armeggiare con strumenti da cucina e a predisporre con essi la portata che verrà servita al termine della prima parte della pièce, Joseph Deiner. Musica n. 1)

 

KAISER (piagnucoloso)

         Perché il mio popolo non mi ama?...

DEINER (freddamente, senza tracce di insofferenza)

         È la trentacinquesima volta che Sua Maestà si pone questa domanda, stasera.

KAISER (affranto)

         Ecco: lo sapevo. Lo sapevo che prima o poi sarei venuto a noia anche a te, che peraltro sembri essere un così buon suddito.

DEINER

         Sua Maestà, proprio perché è Sua Maestà, può porsi la medesima domanda anche milioni di volte… e pure ad alta voce… senza doversi minimamente preoccupare delle reazioni di coloro che gli sono sottomessi, in pratica tutti gli esseri umani. Se ho osato prendere la parola, è perché Sua Maestà stessa mi aveva pregato di farlo quando avessi notato formarsi il primo sbadiglio sul viso di uno qualsiasi dei qui presenti convitati.

KAISER (preoccupatissimo)

         Ed è accaduto, vero?... Ti prego, per quanto dolorosa sia: non nascondermi l’amara verità.

DEINER

         Purtroppo sì, Maestà. È accaduto. Ma credo ci sia una spiegazione…

KAISER (interrompendo Deiner; con accenti di disperazione)

         Ecco perché non sono amato dal mio popolo! Perché sono un imperatore noioso!

DEINER

         Faccio rispettosamente notare a Sua Maestà che sono ormai molti gli scienziati che hanno condotto illuminatissimi studi sulle cause generatrici dello sbadiglio. Fra essi, i più autorevoli hanno concluso doversi trattare in primis di una reazione al desiderio di cibo… specie quando questo tardi ad essere soddisfatto.

KAISER (rasserenandosi)

         Posso quindi sperare che i qui presenti ottimi convitati siano semplicemente afflitti da un po’ di legittimo appetito, anziché da un’opprimente sensazione di noia?

DEINER

         Sua Maestà si tranquillizzi… Per quel che può valere il punto di vista di un insignificante domestico come me, non ho dubbi che si tratti esclusivamente di appetito.

KAISER (in tono imperioso, ma non troppo)

         Che venga dunque soddisfatto, questo benedetto appetito!

DEINER

         Faccio rispettosamente notare a Sua Maestà che il vero motivo del ritardo, se in apparenza potrebbe essere attribuito ad un’insolita lentezza delle mie mani nel preparare le vivande, è da ascriversi all’assenza del padrone di casa, Herr Mozart, al cui servizio attualmente mi trovo.

KAISER (piuttosto seccato, con una punta di sarcasmo)

         Il quale… al mio servizio attualmente si trova! Faccia quindi il piacere di raggiungerci e di non far sbadigliare i suoi illustri ospiti un minuto di più!

DEINER

         Sua Maestà certo non dimentica che, se Herr Mozart non è qui presente, ora, ciò è dovuto al fatto che Sua Maestà stessa ha sollecitato il proprio  imperial-regio compositore da camera, ovvero il mio attuale padrone, a terminare l’opera buffa commissionata da Sua Maestà in persona perché possa essere messa in prova a partire da domattina.

KAISER (scontento di sé, ma anche irritato e impaziente)

         Ricordo perfettamente di avere chiesto a Herr Mozart di accelerare il suo lavoro, ma, diamine, quanto dovrà ancora starsene là seduto, davanti al suo scrittoio? Se è davvero un genio, che si sbrighi! Qui c’è gente che aspetta, che ha appetito, che è stata appositamente invitata per dividere una cena frugale con il proprio Kaiser!… La questione è anche politica: possibile che Herr Mozart non lo capisca?!

 

(Entra in scena Mozart. La sua apparizione sarà sorprendente e ispirerà simpatia, come si trattasse di quella di un folletto un po’ dispettoso.)

 

MOZART

         Bau… settete!... Eccomi qua.

                   (estraendo una partitura manoscritta come fosse un regalo a sorpresa)

Finito. L’opera è pronta.

                   (platealmente)

“Così fan tutte”!

                  (divertendosi a giocare con le parole; Musica n. 2)

“Così fan tutte”… Anagramma: “Si fa con tutte!”… Anagramma: “Escan fottuti!”… Anagramma: “Cento stufati!”…

KAISER (ridendo a crepapelle)

         Basta, basta, Mozart! Mi fate morir dal ridere… Voi, in questo modo, accelerate la mia fine purtroppo già così vicina!…

MOZART (insistendo e ridendo)

Anagramma…: “Fui scottante”!

                   (ride in modo scomposto)

KAISER (sovraeccitato come un ragazzino)

         Magnifico!... Quest’ultimo anagramma è veramente speciale!...

                   (improvvisamente incupendosi)

A meno che non sia… Sì, le parole sembrerebbero proprio quelle di un epitaffio da pietra tombale… Ehi, Mozart, non è che per caso avete cominciato a fantasticare sulla mia imminente sepoltura?

MOZART

         Ma no, Maestà, che cosa dite? Non mi permetterei mai… Oltretutto, vi vedo in un così eccellente stato di salute!

KAISER (in tono severo)

         Non sarete così ingenuo da credere che, nella presente circostanza, vi sia qualche adulazione che mi possa compiacere! Sapete benissimo che il male da cui sono minato non dà speranza. Smettetela di prendervi gioco di me, Herr Mozart.

MOZART (raggelato, producendosi in un inchino)

Vi chiedo perdono, maestà…

         (alquanto imbarazzato)

Era solo un innocente gioco di parole: “Così fan tutte”… “Fui scottante”… Così come avrei potuto dire: “Fu casto. Tenti!” oppure  “Netti tu, Fosca?”… Sono solo suoni verbali rimescolati.

         (riacquistando disinvoltura)

Suoni verbali, suoni musicali…. Non è molto diverso dal giochetto che si fa quando si compone una serie di variazioni per pianoforte; non vi pare? Sapete che a me piacciono le spiritosaggini!

KAISER (rincuorato)

         Siete sincero?

MOZART

         Ma certo, Maestà! Carambole di suoni, rocambole di parole: carambole, rocambole, corambole, racambole, barancole, mobarcole!... Fantasmagorie per il piacere dell’udito e della mente; doppi sensi e densi intoppi.

         Ne è zeppa anche l’opera che ho appena terminato.

KAISER (molto divertito, rilassandosi)

Speriamo che la vostra musica sia riuscita  porli nel giusto risalto!

                   (prendendo la partitura e sfogliandola con avidità)

E la storia, ditemi… la storia, v’è piaciuto come va a finire, eh?... Fiordiligi, intendo. Vi garba che caschi anche lei nel tranello dei due finti albanesi?... Insomma, a Ferrando, a conti fatti, gliela dà; ma il problema è: gliela dà con convinzione o per sfinimento?...

MOZART (fingendo sdegno misto a sorpresa)

         Maestà!...

KAISER (come rimproverando a sé stesso un eccesso di ingenuità)

         Già!... Che domanda oziosa, la mia!... “Così fan tutte”: il titolo la dice lunga. Più chiaro di così davvero non potrebbe essere…

                   (in tono morboso)

Ma sì che gliela dà con piena convinzione… vero Mozart?

                  (compiaciuto e risolutivo)

E che cosa meglio della musica potrebbe dipingere quel tipo di convinzione? Non ho ancora visto una nota di questa vostra nuova partitura, mio caro compositore da camera, ma sono persuaso che non mi deluderà. Né desidero avere alcuna anticipazione. Stavolta voglio proprio godermi la sorpresa.

Eh, sì… voi e quel Da Ponte, mio caro Herr Mozart, formate proprio una bella coppia di bricconi!... Siete proprio la consolazione della mia vita che si sta spegnendo.

MOZART

         Troppo buono, Maestà. Ricevo complimenti del tutto immeritati dalla vostra augusta voce.

DEINER (sottovoce, indicando gli invitati e alludendo alla loro attesa di cibo)

          Herr Mozart, avete certo motivo di compiacervi delle belle parole che Sua Maestà ha appena pronunciato a vostro riguardo, tuttavia, Sua Maestà stessa mi faceva giustamente notare… poc’anzi…

KAISER (avendo origliato le parole di Deiner e ridandosi un tono autoritario)

         Herr Mozart, non fatico ad immaginare quanto una regale lusinga possa porre in secondo piano tutte le preoccupazioni di un buon suddito come voi. Qui, però, c’è gente che è convenuta alla vostra tavola e attende di fare la conoscenza dell’abilità del vostro cuoco. Non vi pare di avere già mancato a sufficienza di senso dell’ospitalità?!

MOZART (in tono sorpreso)

         Veramente… non ho fatto altro che ubbidire al Vostro sommo volere, Maestà…. Mi sono appartato per dare il tocco finale alla nuova opera buffa… a cui m’è parso di capire teniate tanto.

KAISER

         È uno zelo che torna a vostro completo merito. Ciò che invece non torna affatto a vostro merito, Herr Mozart,  è che voi abusiate della benevolenza dei vostri invitati.

MOZART (alludendo agli spettatori)

         Chi? Loro, Maestà?... Oh, ma questa è tutta gente che nutre nei miei confronti il più sincero affetto.

KAISER

         Non ne dubito. Esiste purtuttavia un limite di tempo oltre il quale è sconveniente pretendere che un commensale tolleri con pazienza l’attesa d’un dejeuner che gli sia stato promesso e per il quale… abbia pagato profumatamente.

MOZART

         Su quest’ultima questione, Maestà, permettetemi di confessare che mai e poi mai potrei anche solo tentare di entrare in competizione con la vostra munificenza. Io non sono che un semplice borghese; per giunta un artista, con tutto quel che ne consegue in termini di disponibilità pecuniaria.  Quanto al resto, Maestà, credo opportuno ricordarvi che questi miei cari amici sono qui per mangiare e bere in allegria, d’accordo; ma innanzitutto per confermare il loro pieno gradimento dei Vostri modi liberali, della Vostra augusta semplicità… per dimostrare la loro totale adesione al vostro progetto di ordinamento democratico iscritto in una realtà monarchica…

KAISER

         Posso quindi sperare che questi miei fedelissimi sudditi… nel corso di questa bella serata conviviale che voi, Herr Mozart, avete così generosamente organizzato per me in casa vostra… mi dicano che hanno caro il loro Kaiser, a dispetto dei tanti che non lo amano?

MOZART

         Contateci, Maestà, anche se… più che dirlo… lo penseranno. Per rispetto alla Vostra Maestà sovrana, ho chiesto loro di partecipare alla presente riunione senza proferire parola e di voler consumare allo stesso modo, ovvero in perfetto e irreprensibile silenzio, i manicaretti che il mio buon Primus sta preparando per questa nostra gaia brigata.

KAISER (in tono quasi infantile)

         Oh, no! In silenzio non è… bello!

MOZART

         Sarà bellissimo, Maestà; vi do la mia parola. Sarà un po’ come comporre una variazione drammatica sull’ultima scena di “Don Giovanni”. Là c’è un convitato che parla, pur essendo di pietra. Ricordate?... Qui ci saranno dei convitati che si sforzeranno di tenere le bocche chiuse, pur essendo in carne ed ossa.

In ogni caso, le soddisfazioni che verranno negate al nostro udito a causa del silenzio di tutti costoro saranno ampiamente compensate dalle soddisfazioni di gola che ci procurerà il talento gastronomico del mio buon domestico. Non è vero, Primus?

DEINER (che è ormai a buon punto nella preparazione della prima portata)

         Sto facendo del mio meglio, Herr Mozart… e spero tanto che Sua Maestà voglia mostrarsi campione di tolleranza non solo negli affari di Stato, ma anche nel giudicare la qualità del cibo che sto preparando.

KAISER

Palato meno esigente del mio non esiste. Il mio senso del gusto è quello di un soldato al fronte; tranquillizzati, buon Primus.

(rivolgendosi a Mozart)

A proposito, Herr Mozart, a cosa si deve quel nome… Primus. A me era giunta voce che il vostro nuovo domestico si chiamasse in tutt’altro modo… Joseph, se ben ricordo… Comunque non con un nome latino.

DEINER (producendosi in un inchino)

         È infatti Joseph il mio nome: Joseph Deiner… per servire umilmente Sua Maestà e… ma in subordine, s’intende… Herr Mozart, imperial-regio compositore da camera di Sua Maestà.

MOZART (ironico, rivolgendosi al servo)

         Mamma mia, Primus, quanto la fai lunga! I brodi ristretti ti piacciono poco, eh?

                   (spiegando al Kaiser)

Lo chiamo “Primus” per non confonderlo con voi, Maestà.

Joseph siete entrambi, ma se la Vostra Maestà sovrana regna sul mondo come “Josephus Secundus”, non vi pare appropriato che…

                   (alludendo a Deiner)

la maestà… sottana… di questo bel tomo regni sulle mie stoviglie come “Josephus Primus”?

Tutto questo, ovviamente, senza alcun irrispettoso riferimento alla Vostra serenissima dinastia…

KAISER (alquanto infastidito)

         Herr Mozart, la vostra insolenza è indegna del vostro genio. Oserei anzi dire che è incompatibile con esso.

MOZART (con un minimo di sfrontatezza)

         A meno che si tratti di insolenza fatta brillare su di un palcoscenico, vero Maestà?... E fatta brillare al suono di innamorati che si scambiano le promesse spose per misurarne la fedeltà… e di promesse spose che non solo stanno al gioco, ma che ci prendono pure gusto!...

KAISER

         Alludete a “Così fan tutte”, non v’è dubbio.

MOZART

A che cosa se non a “Così fan tutte”? Maestà, perdonatemi, ma… non credete che sia proprio la scostumatezza della storia che Vostra Maestà ha ordinato venisse rappresentata ad avere indotto il mio illustre collega Salieri a trovare mille scuse pur di non musicarne il libretto?

KAISER    

Siete ingiustamente velenoso, Mozart! Perché vi rifiutate di apprezzare il nobile altruismo di Herr Salieri, che ha rinunciato all’incarico unicamente per favorirvi?

MOZART (ridendo)

         Per favorimi?!... Io inclino piuttosto a credere che vi abbia rinunciato, perché il suo insopportabile moralismo gli impediva di mettersi al lavoro su una storia così licenziosa… e ancor più per non correre il rischio di doversela vedere con un insuccesso sicuro al cento per cento.

KAISER

Spiegatevi meglio, visto che si tratta del compositore di corte che io stesso ho voluto innalzare al servizio dello Stato.

MOZART (alquanto imbarazzato)

         Per ubbidirvi, Maestà, mi toccherà essere franco… e mi toccherà esserlo, prescindendo dall’etichetta che dovrebbe sempre e comunque filtrare le parole di un suddito, allorché questi si rivolga al proprio sovrano. Sopporterete la mia schiettezza?

KAISER

         Di gran carriera avanza verso di me la morte e, per quanto gli uomini tentino di rendersela complice nelle loro folli gerarchie di valori, organizzando esequie solenni a esaltazione di pochi e, per contro, squallide sepolture in fosse comuni a umiliazione dei più… lei – la morte, dico – non guarda in faccia a nessuno. E ride delle nostre miserabili graduazioni di importanza.

                   (evocando una situazione-tipo e ridendone di gusto, ma non sguaiatamente)

         … “Lei non sa chi sono io!”… Ah, ah, ah!

                   (in tono scabro)

         Umanità imbecille.

                   (con amara consapevolezza)

Mozart, avete mai attraversato un campo di battaglia ancora caldo di fuoco e di sangue, dopo il confronto armato di due eserciti nemici?... Lì imparereste che il corpo di un principe, fosse pure il temuto signore di molti feudi, non costituisce spettacolo meno pietoso e ripugnante di quello recitato in silenzio dal cadavere del più anonimo portaordini, quando entrambi siano stati sventrati dal medesimo colpo di artiglieria.

Con il traguardo della fine ormai così ben delineato sull’orizzonte della mia vita, oggi nutro esclusivamente ambizioni di verità; lascio ad altri le manie di grandezza. Esprimetevi dunque a briglie sciolte, Mozart. E fatelo senza intercalare con quel “Vostra Maestà”, la cui insensatezza oggi più che mai m’appare insulsa e opprimente. In cambio di questa premura – ve lo prometto – eviterò di appesantire il saettante suono del vostro cognome con l’inutile “Herr” da cui si è soliti farlo precedere.

Per il poco tempo che mi resta da vivere, a urgere in me è ben più l’uomo che il monarca.

DEINER (intervenendo con discrezione)

         Sua Maestà desidera che tolga il disturbo, vista l’eccellenza dei temi a cui sta ascendendo la conversazione?

KAISER

         No, nostro buon Joseph… anzi: Josephus Primus… rimani pure ad ascoltare. Rimani, mentre si avvicina il momento – almeno così mi auguro – di deliziare il palato dei presenti. Se anche non ti riconoscessimo il ruolo centrale che meriti nell’impeccabile riuscita del dejeuner che tutti ci auguriamo, avresti pur sempre il diritto di non venire estromesso dal sodalizio di gentiluomini che stai preparandoti a rifocillare.  Anche tu sei un mio suddito e anche tu, come capita a moltissimi miei sudditi, potresti detestarmi nel profondo del tuo cuore, ma… d’istinto, senza sapere spiegarti esattamente il perché…

In tal caso, posto che siano proprio questi i sentimenti che nutri nei confronti del tuo sovrano, quella che oggi ti si presenta è un’occasione d’oro… un’occasione che – credimi – non ti si ripresenterà.

DEINER

         Le parole di Sua Maestà suonano colme di sconfinata amarezza.

KAISER

         È possibile. La verità, in effetti, non ha quasi mai il sapore del miele.

Eppure… se v’è qualcosa da cui avrei piacere d’essere soffocato, allorché la morte verrà a decretare la definitiva inerzia del mio respiro, vorrei tanto che quel qualcosa fosse il macigno della verità… un macigno dal peso insopportabile.

MOZART

         Perché… “insopportabile”?

KAISER

         Perché la vita di ogni uomo è un assurdo cammino compiuto dal primo all’ultimo passo con il vento a sfavore e quel vento è l’intima verità delle cose.

Il susseguirsi dei giorni a me toccati in sorte, per esempio, è stato un adeguamento continuo della mia intima inestirpabile voglia di spensieratezza alle vane necessità di una corona. E che cos’è una corona se non un abbagliante simulacro buono per menti escluse dalle vertigini della conoscenza, un volgare oggetto splendente di menzogna sotto il cui oro e gemme scorrono in cerchio torrenti di sangue?  

MOZART

La vostra brama di verità  vi induce a professare una religione spietata, atroce.

KAISER

         Il rispetto della verità è ormai l’unica vera intenzione a cui sento di dover dedicare le mie ultime energie vitali, deboli e balbettanti.

MOZART

         “Così fan tutte” è un’opera che esalta la verità smascherando il necessario suo puntellarsi sulla menzogna. È un’opera destinata a tirarsi addosso un diluvio di critiche negative e di musi imbronciati a causa del suo inattaccabile cinismo… inattaccabile perché sostanzialmente ripiegato su se stesso, disinteressato a fare proseliti e pago del proprio nichilismo. Ci avete pensato?

KAISER

         Viviamo in un mondo di ipocrisia e di dabbenaggine che quel libretto ritrae con precisione quasi scientifica… scientifica e nondimeno rasserenante. Che cosa si può desiderare di più da un’opera d’arte oltre al fatto che ci procuri contemporaneamente svago e conoscenza? “Così fan tutte” offre questo. Ecco perché ho preteso che se ne affrettasse la messa in scena, battendo in velocità la morte che rotea su di me come un impaziente avvoltoio… e che presto mi priverà dell’udito e della vista, i due sensi che ho eletto a governanti pressoché assoluti dell’intera mia esistenza.       

DEINER

         Oso sperare che Sua Maestà voglia perdonarmi se ardisco intromettermi, ma credo che la diarchia da Sua Maestà or ora menzionata – Udito  e Vista – possa per breve tempo abdicare a favore di una nuova coppia di tiranni: la Gola e l’Olfatto.  Il dejuener è infatti pronto e se Sua Maestà acconsente a che i qui presenti convitati mi concedano l’illusione di vederne tratto qualche materiale conforto, potrei senza ulteriore indugio invocare l’aiuto di una mia giovane assistente che provveda a servire in tavola.

KAISER (messo di buon umore dall’osservazione di Deiner)

         Complimenti, Primus, per l’ardito quanto efficace sillogismo!

         (con fare da maestro di cerimonia)

Che si rimandi dunque a più tardi il seguito di questa nostra impegnativa conversazione. Che gioiosamente si pecchi di gola!

DEINER

         Sua Maestà confidi nel mio zelo.

                   (chiamando in direzione del camerino)

         Nanette!

                  

(Entra in scena Nanette, saluta il pubblico con una riverenza e si mette immediatamente a disposizione di Deiner. Mozart e il Kaiser si ritirano dalla scena, lasciando intendere che andranno a sedersi a un tavolo sistemato in un ambiente appartato. Musica n. 3, che proseguirà some sottofondo per tutta la durata del servizio in tavola e della consumazione della portata. Nanette serve gli spettatori coadiuvata da Deiner, il quale è però meglio che non familiarizzi con il pubblico più dello stretto necessario.)